“Ricordo con molto piacere la mia partecipazione al Locus Jazz Festival. Mi ha colpito, per esempio, la disponibilità e l’efficienza dell’organizzazione, qualità, queste, che permettono a un artista di sentirsi completamente a suo agio e quindi libero di concentrarsi esclusivamente sulla musica . Un’altra cosa che ricordo con molto piacere è la bellezza del luogo, quella luce così intensa. Tuttavia, quello che ricordo perfino con un pizzico d’emozione è stato il silenzio del pubblico durante il mio concerto. Ho avvertito in quel silenzio, il rispetto per quello che ero impegnato a proporre – alcune delle canzoni più belle e conosciute di Fabrizio De André. E poi una partecipazione tanto attenta quanto emotiva. Qualcosa che mi ha spinto a dare il meglio, nota dopo nota, brano dopo brano. Quando si è sul palco bisogna dare tutto e per ottenere questo risultato, l’apporto del pubblico è davvero decisivo. Per me non è stato un concerto come tanti altri”.
(Danilo Rea)
