Fabrizio Bosso Quartet e Filippo Timi
Domenica 2 agosto / Piazza Mitrano
“COME SE AVESSI LE ALI” – Le memorie perdute di Chet Baker
Produzione Locus
“Facendomi largo a spintoni nell’oscurità del club, riuscii a intravedere Bird sul palcoscenico che volava su un blues. Mi sentii a disagio e molto nervoso quando chiese alla folla se io ero nel locale e se volevo salire a suonare qualcosa con lui” scrive Chet Baker nella sua autobiografia “Come se avessi le ali”, pubblicata in prima edizione nel 1998 da Minimum Fax. Ed è la prima volta che si ascolta la voce del più schivo e misterioso jazzman americano.
Queste sue “memorie perdute” sono state scoperte a dieci anni dalla sua tragica morte il 13 maggio 1988 quando Chet Baker morì volando per davvero, da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam. Quello che viene prima è una folle corsa tra musica, eroina, cool jazz, dagli anni Cinquanta agli Ottanta, dentro e fuori dal carcere, di amore in amore, da una parte all’altra dell’Atlantico, in Italia. Alla fine Baker tornava a rifugiarsi “nel conforto che la musica portava con sé, sotto l’ala accogliente delle placide note della sua tromba e dei sussurri sommessi della sua voce”. Voce che, per una sera al Locus festival, sarà quella dell’attore Filippo Timi che, di pagina in pagina aprirà, con il memoriale del più celebre e amato jazzista di tutti i tempi, un angolo della sua anima. Le note di Baker saranno restituite da Fabrizio Bosso. A partire dallo struggimento profondo di “My funny Valentine” esecuzione che rivelò il genio del grande trombettista. Un incontro che avrà il potere di evocare il passaggio unico su questa terra di un umbratile e romantico jazzista alato.
Filippo Timi
Nato a Perugia nel 1974. a teatro ha interpretato Orfeo, Danton, Percival, Odino, Satana, Woyzeck. E’autore e interprete del monologo “La vita bestia”. Nel 2004 ha vinto il premio Ubu come miglior attore under 30. Ha pubblicato il romanzo “Tuttalpiù muoio” (Ediz. Fandango Libri), scritto insieme a Edoardo Albinati, “E lasciamole cadere queste stelle” (Ediz. Fandango Libri), “Peggio che diventare famoso” (Ediz. Garzanti Libri). Al cinema ha interpretato i film “In memoria di me” di Saverio Costanzo, “Saturno contro” di Ferzan Ozpetek, “I demoni di San Pietroburgo” di Giuliano Montaldo, “Signorina Effe” di Wilma Labate, “Come dio comanda” di Gabriele Salvatores e “Vincere” di Marco Bellocchio.
Fabrizio Bosso
Ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. Tecnicamente impeccabile, ciò che più colpisce di Fabrizio è la creazione di una grafia personale, in cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati. Oltre ad aver svolto attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato ultimamente reclutato da Charlie Haden per alcune tappe del tour promozionale del nuovo album della Liberation Music Orchestra. Fonda, assieme a Scannapieco, gli High Five, suona in duo con Rossano Sportiello in un omaggio ad Armstrong, in trio con D´Andrea e Petrella, nel suo quartetto – con Mannutza, Bulgarelli e Tucci. Fortunata anche la collaborazione al fianco di artisti confinanti con l´estetica jazz come Sergio Cammariere e Nicola Conte.
Luca Mannutza (pianoforte);
Luca Bulgarelli (contrabbasso);
Lorenzo Tucci (batteria).